venerdì 6 dicembre 2024

RECENSIONE - Vita fra i giganti di Bill Roorbach

A diciassette anni David “Lizard” Hochmeyer è alto quasi due metri. È il quarterback della scuola, ed è richiesto dalle maggiori università degli Stati Uniti, tra le quali Princeton. Ha una sorella più grande, Kate, anche lei sportiva, una promessa del tennis dell’Università di Yale. Il loro sembra un mondo ordinato, fatto di successi, bei vestiti, serietà nello studio e nello sport, buone azioni e sorrisi solari.
Ma il mondo al di fuori, quello che conducono i “grandi” non è proprio così patinato come sembra e i due fratelli lo capiranno, forse, nella maniera più tragica in assoluto.
Intorno a loro girano personaggi carismatici e non, tra cui una ballerina di fama mondiale Sylphide, sposata con un rocker di successo Dabney Stryker-Stewart, e altri di dubbia moralità.

In un giorno quasi normale, dopo un pranzo in un ristorante, i genitori di David e Kate vengono uccisi e i due ragazzi sono soli, alla deriva.
Nonostante tutto, tra molti bassi e qualche alto i due riescono ad avere una certa carriera nello sport: David come quarterback di riserva nella NFL nei Miami Dolphin, sempre desiderato dalle donne più belle, ma legato con un rapporto ambiguo e quasi malsano con Sylphide, e sua sorella Kate nel circuito professionistico di tennis, seguendo il percorso di sua madre. Però la vita dei due, costellata da svariate conoscenze e frequentazioni, si scopre essere piena di segreti mai confessati.

I segreti dei loro genitori, una madre ex campionessa di tennis dedita ai Martini, il padre arrestato da un giorno all’altro dall’FBI per oscuri motivi, così come quelli di Kate, eccentrica, folle, bellissima e bipolare, innamorata di un professore con il doppio dei suoi anni. E quelli della stessa Sylphide, ballerina classica convivente con Dabney Stryker-Stewart, una famosissima rock star degli anni Settanta, morto in circostante drammatiche. Tutti e due vivono una vita fatta di perdite, e senza le coordinate giuste scelgono ciò che gli propone al momento la casualità degli eventi.

I segreti, come abbiamo detto, sono veramente tanti, perché sono quelli che ogni personaggio che è presente nella storia porta con sé e che fanno vivere il racconto strutturato in piani diversi ma convergenti.
Le vite di Kate e David sono legate irrimediabilmente con i disastri del marito rockstar della ballerina, in modi intimi e sorprendenti. Anche nei decenni successivi, Kate e David, cercheranno in ogni modo di scoprire i motivi dietro la morte dei loro genitori, tornando più volte a parlare dei suoi loschi affari, delle finanze instabili, e della ballerina che si è insinuata in qualche modo nelle vite di entrambi.

A David “Lizard” Hochmeyer, giocatore di football e poi ristoratore di successo, non basta una vita per mettere insieme i pezzi di un puzzle complicato e duro da digerire.
Roorbach ci porta in un’America un po’ sconosciuta ai più. Un paese di provincia, Westport, vicino alla grande città. Un’America ferita dalla morte di Kennedy e dalla guerra del Vietnam, ma anche un’America fatta di persone losche e malfamate, di giri di soldi sporchi, di mafia e omicidi, di vendette efferate, di persone famose legate a doppio filo con loschi individui, ma ce le fa vedere con gli occhi di un ragazzo diciassettenne prima e con quelli di un uomo che, forse, non vuole vedere quello che lo circonda.
David è un personaggio particolare. Nonostante la sua altezza, la sua mole possa incutere terrore, è un uomo molto buono e molto onesto. È uno che lascia andare piuttosto che creare caos. Soffre molto la morte dei suoi genitori, nonostante ne parli poco con chi lo frequenti, soffre per un amore che potrebbe essere solo sbagliato, quello con Sylphide, ma è l’unico che riesce a durare nel tempo. Soffre la malattia di sua sorella Kate, e ne fugge prima, per pentirsene dopo.
È la sua vita quella che racconta Roorbach in questo romanzo, anche se il gigante del titolo non è lui.

Silvia Marcaurelio

lunedì 21 ottobre 2024

RECENSIONE - Il misterioso caso degli Angeli di Alperton di Janice Hallett


 Torna con una nuova pubblicazione Janice Hallett che tanto successo aveva avuto con il suo prima libro “L’assassino è tra le righe”, che aveva “testato” un nuovo tipo di stile romanzesco fatto tutto di sms, e-mail e messaggini WhatsApp, e che aveva avuto un buonissimo riscontro.

Anche con questo nuovo titolo, Il misterioso caso degli angeli di Alperton, la Hallett ci ripropone il suo stile di scrittura come nel primo romanzo. E anche questa volta non sbaglia nulla.
Il libro si presenta così:

«Hai una chiave che apre una cassetta di sicurezza. Dentro c’è un plico di documenti. Devi leggerli e prendere una decisione. Riporli nella cassetta e buttare la chiave dove nessuno possa trovarla. Oppure rivolgerti alla polizia».

All’inizio, sinceramente, nemmeno capiamo il motivo del messaggio… Lo capiremo poi!
La storia si basa su un vecchissimo caso conosciuto come Il misterioso degli Angeli di Alperton. Amanda Bailey è una scrittrice di libri true crime. Libri che trattano i casi criminali più eclatanti, lei li riporta alla luce, indaga e qualche volta scopre cose che magari a qualcuno erano sfuggite. Poi sta al pubblico decidere se quello che la scrittrice dice sia vero o meno.
Una nuova casa editrice, la Kronos, le propone di scrivere un libro proprio sul mistero degli angeli di Alperton, una setta religiosa con dei seguaci manipolati ad arte da un carismatico leader, che tentarono di uccidere il loro bambino perché lo credevano l’Anticristo.

Sono ormai passati diciotto anni da allora, e quel bambino è diventato maggiorenne. Quello che deve fare Amanda per avere lo scoop perfetto, è trovare il bambino, e fargli un’intervista. Ma la cosa non è così semplice.
Una casa editrice rivale, ma soprattutto un uomo con cui Amanda ha avuto a che fare nel suo passato e con cui non ha un buon rapporto, Oliver Menzies, hanno avuto la stessa idea, lavorare sul caso degli Angeli di Alperton.
Amanda si ritroverà a indagare in mezzo a tantissimi segreti e tantissime bugie, manipolazioni fatte ad arte, personaggi loschi, che hanno coperto la verità per moltissimo tempo, e da cui dovrà cercare di districarsi per arrivare all’agognata verità. Dovrà fare molta attenzione, perché le ultime persone che hanno tentato di fare luce sull’argomento sono improvvisamente morte, in qualche modo …

I personaggi del romanzo sono molti e complessi.
Li conosciamo soltanto attraverso le conversazioni registrate e trascritte dalla collaboratrice di Amanda, Ellie Cooper (un personaggio che avrà un perché), e le varie e-mail, e sms che si invieranno nel corso della storia. Con la lettura dei vari messaggi il lettore potrà seguire le vicende e il loro sviluppo, e i vari personaggi, ognuno il proprio punto di vista.
In effetti, con l’utilizzo dei messaggi e delle chat come architettura narrativa si perde quello che è il protagonista principale. Tutti hanno un perché, una propria “voce” e rendono la trama più ampia e coinvolgente.
Mano a mano che i piccoli pezzi del puzzle ci vengono rivelati, la trama diventa sempre più incalzante, qualche volta si sorride anche, ma è la voglia di conoscere finalmente la verità a rendere impazienti ad ogni pagina che si sfoglia.

Il finale è sorprendente e soprattutto inaspettato. È un romanzo che porta il lettore a riflettere su temi come la manipolazione mentale e il fanatismo religioso.
Il misterioso caso degli Angeli di Alperton è un romanzo intelligente e ben congegnato. Ha un tipo di scrittura particolare che forse all’inizio può lasciare interdetti, ma è strutturato benissimo ed è tutto veramente calcolato fin nel minimo dettaglio, ogni messaggio, ogni e-mail, ogni messaggio WhatsApp, ogni trascrizione, servono per conoscere a fondo la storia e ad arrivare all’epilogo.
Se vi piacciono i crime ben congegnati e con una bella trama, questo è il libro che fa per voi. Consigliatissimo. Buona la seconda, Hallett!

Silvia Marcaurelio

RECENSIONE - Vita fra i giganti di Bill Roorbach


A diciassette anni David “Lizard” Hochmeyer è alto quasi due metri. È il
quarterback della scuola, ed è richiesto dalle maggiori università degli Stati Uniti, tra le quali Princeton. Ha una sorella più grande, Kate, anche lei sportiva, una promessa del tennis dell’Università di Yale. Il loro sembra un mondo ordinato, fatto di successi, bei vestiti, serietà nello studio e nello sport, buone azioni e sorrisi solari.

Ma il mondo al di fuori, quello che conducono i “grandi” non è proprio così patinato come sembra e i due fratelli lo capiranno, forse, nella maniera più tragica in assoluto.
Intorno a loro girano personaggi carismatici e non, tra cui una ballerina di fama mondiale Sylphide, sposata con un rocker di successo Dabney Stryker-Stewart, e altri di dubbia moralità.

In un giorno quasi normale, dopo un pranzo in un ristorante, i genitori di David e Kate vengono uccisi e i due ragazzi sono soli, alla deriva.
Nonostante tutto, tra molti bassi e qualche alto i due riescono ad avere una certa carriera nello sport: David come quarterback di riserva nella NFL nei Miami Dolphin, sempre desiderato dalle donne più belle, ma legato con un rapporto ambiguo e quasi malsano con Sylphide, e sua sorella Kate nel circuito professionistico di tennis, seguendo il percorso di sua madre. Però la vita dei due, costellata da svariate conoscenze e frequentazioni, si scopre essere piena di segreti mai confessati.

I segreti dei loro genitori, una madre ex campionessa di tennis dedita ai Martini, il padre arrestato da un giorno all’altro dall’FBI per oscuri motivi, così come quelli di Kate, eccentrica, folle, bellissima e bipolare, innamorata di un professore con il doppio dei suoi anni. E quelli della stessa Sylphide, ballerina classica convivente con Dabney Stryker-Stewart, una famosissima rock star degli anni Settanta, morto in circostante drammatiche. Tutti e due vivono una vita fatta di perdite, e senza le coordinate giuste scelgono ciò che gli propone al momento la casualità degli eventi.

I segreti, come abbiamo detto, sono veramente tanti, perché sono quelli che ogni personaggio che è presente nella storia porta con sé e che fanno vivere il racconto strutturato in piani diversi ma convergenti.
Le vite di Kate e David sono legate irrimediabilmente con i disastri del marito rockstar della ballerina, in modi intimi e sorprendenti. Anche nei decenni successivi, Kate e David, cercheranno in ogni modo di scoprire i motivi dietro la morte dei loro genitori, tornando più volte a parlare dei suoi loschi affari, delle finanze instabili, e della ballerina che si è insinuata in qualche modo nelle vite di entrambi.

A David “Lizard” Hochmeyer, giocatore di football e poi ristoratore di successo, non basta una vita per mettere insieme i pezzi di un puzzle complicato e duro da digerire.
Roorbach ci porta in un’America un po’ sconosciuta ai più. Un paese di provincia, Westport, vicino alla grande città. Un’America ferita dalla morte di Kennedy e dalla guerra del Vietnam, ma anche un’America fatta di persone losche e malfamate, di giri di soldi sporchi, di mafia e omicidi, di vendette efferate, di persone famose legate a doppio filo con loschi individui, ma ce le fa vedere con gli occhi di un ragazzo diciassettenne prima e con quelli di un uomo che, forse, non vuole vedere quello che lo circonda.
David è un personaggio particolare. Nonostante la sua altezza, la sua mole possa incutere terrore, è un uomo molto buono e molto onesto. È uno che lascia andare piuttosto che creare caos. Soffre molto la morte dei suoi genitori, nonostante ne parli poco con chi lo frequenti, soffre per un amore che potrebbe essere solo sbagliato, quello con Sylphide, ma è l’unico che riesce a durare nel tempo. Soffre la malattia di sua sorella Kate, e ne fugge prima, per pentirsene dopo.
È la sua vita quella che racconta Roorbach in questo romanzo, anche se il gigante del titolo non è lui.

Silvia Marcaurelio

martedì 30 luglio 2024

RECENSIONE - Morte a Santa Rita di Elia Barceló

 

La prima cosa che mi ha attirato, molto, di questo libro è stata la sua copertina. Mi ha dato subito l’impressione di un senso di freschezza e leggerezza, che alle volte, ci vuole, anche in un libro giallo.
E la prima impressione che ho avuto non è stata mal riposta, perché leggendo questo libro, sono stata trasportata in un ambiente speciale, dove brulica una popolazione eterogenea di personaggi che ho ammirato; qualcuno meno e qualcuno più.
Ci possiamo tutti immaginare un posto pieno di fascino e segreti, tra palme e buganvillee, profumato con gli odori della primavera in arrivo e dalla vicinanza del mare, tra viti e olivi e paella cucinata all’aperto. Un’atmosfera calda e accogliente.

Riempi questo paradiso con delle persone speciali, di diversa età, chi giovane e studente, chi vecchio e pensionato, chi solo e bisognoso di affetto e mettili tutti insieme in una esotica casa affacciata sul Mediterraneo su cui bada, con affetto, una famosa scrittrice ormai novantenne, Sofia Walker. (Sophie, Sofia, Sophia. Lo troveremo scritto in tutte le salse). Insieme alla scrittrice famosa, c’è Candy, la sua segretaria e braccio destro; Robles, commissario di polizia in pensione; un gruppo di studenti universitari, tra cui spiccano Nel, Elisa e Nines; Miguel, insegnante di matematica cieco e sua moglie Merche, e tanti altri. A loro si è appena unita Greta, nipote e traduttrice di Sofía, nonché sua unica erede, arrivata dalla Germania in cerca di serenità dopo essersi separata da suo marito, dopo un matrimonio trentennale e due figlie ormai grandi. Hai tutto? Bene, benvenuti a Santa Rita o come lo chiamano i paesani di Benalfaro, (paesino vicino ad Alicante), La Casa’ las Locas.

Questo di Santa Rita è un universo pacifico e singolare, come tutti i suoi abitanti, ma l’arrivo di una vecchia fiamma di Sofia, il non proprio buon uomo José “Moncho” Riquelme, che ha in mente progetti non proprio all’insegna del quieto vivere per Santa Rita, non trasformerà la pacifica quotidianità con un delitto del quale tutti saranno sospettati.
Il racconto è ambientato nel 2017, sulla costa di Alicante, un’oasi nata prima come centro termale, trasformato poi in un sanatorio per malate mentali e poi nella casa della famosa scrittrice di fama internazionale che firma i suoi libri con due pseudonimi diversi, uno per i romanzi polizieschi e l’altro per il genere rosa con un tocco di erotismo. Una donna che ha vissuto la sua vita molto intensamente e che ora la condivide con un gruppo eterogeneo di persone, tutte con una storia passata alle loro spalle.

Con una narrativa cadenzata dal ritmo del vento primaverile, molto piano o molto forte a seconda dei giorni, l’autrice ci introduce nella vita di ciascuno dei personaggi coinvolti nella storia, svelando man mano i pezzi di un puzzle molto complesso, il tutto narrato in terza persona, creando un universo unico, a tratti accattivante, di una piccola comunità multigenerazionale, tutti impegnati e collaborativi per il bene comune di Santa Rita.
L’autrice nelle pagine dei ringraziamenti ci svela che questo su Santa Rita e sui suoi personaggi sarà il primo di una serie di racconti, in cui in ognuno troverà posto la storia degli altri personaggi importanti di questo primo capitolo. Tutte le storie saranno, naturalmente, ambientate a Santa Rita e ci faranno scoprire altri segreti e ferite che ognuno di loro si ostina a nascondere.

Ci ritroveremo ancora a passeggiare tra le palme e le buganvillee, al tramonto in una tipica atmosfera del Mediterraneo, sotto un cielo tinto di rosso, viola e cremisi.
Morte a Santa Rita è un romanzo corale con toni di suspense, in cui il lettore è invitato a riflettere sulla colpa, sulla vecchiaia, sulla solitudine, sulla malattia e sulla morte, ma anche sulla vita condivisa in un caldo rifugio di persone accomunate da un bene comune.
Questo è solo il primo capitolo e ve lo consiglio e vi dico anche di leggerlo con molta calma…

Silvia Marcaurelio

lunedì 10 giugno 2024

RECENSIONE - L'amore non lo vede nessuno di Giovanni Grasso

Inizio col dire che questo romanzo non lo inserirei certamente nella categoria dei “gialli” o dei “noir”, perché secondo me non ha niente a che vedere con queste categorie. Poi il libro è molto bello e gradevolissimo da leggere, un pizzico di mistero c’è, e non guasta, ma la storia in sé è tutt’altro.
Siamo a Civello, un paesino a 30 km da Milano, è un’afosa giornata di giugno ed è anche il giorno del funerale di Federica, una giovanissima ragazza nata in paese, ma trasferitasi a Milano per seguire la sua carriera. È morta in un incidente stradale, come tanti giovani al giorno d’oggi, a causa della forte velocità, finendo contro un Tir.
Silvia è sua sorella, cioè era sua sorella. E ora che Federica non c’è più, la piange insieme al suo anziano padre, a suo marito e alle sue due bimbe.
Mentre legge il salmo che conclude la messa funebre, Silvia si dà un’occhiata intorno e vede lo strazio vero dei suoi familiari, e la voglia di fuggire degli amici e dei colleghi milanesi di Federica; tutti presenti per dovere e non per altro.

Tra tutti però spicca un uomo, molto elegante, più in là con gli anni degli altri presenti, uno sconosciuto che però sembra molto scosso e realmente commosso dalla dipartita di Federica. Giorni dopo, con il padre lo incontrerà di nuovo al cimitero con in mano un mazzo di peonie rosa, il fiore preferito di Federica, accompagnato da un biglietto con parole piene d’amore firmato P.
Silvia sa di non sapere molto della vita che conduceva sua sorella a Milano, non si parlavano molto e quando succedeva era più per litigare che altro, ma sa che il misterioso P. sa sicuramente molto più di lei.
Tra i due, quando si incontrano di nuovo sulla tomba della ragazza, si stabilisce un patto. L’uomo le regalerà un’ora del suo tempo ogni martedì, per raccontarle chi era veramente Federica e della sua storia con lei, purché non indaghi sulla sua identità, visto che è una persona in vista e conosciuta.

Da questo punto in poi avremo la storia nella storia, quella di P. che ci racconta la sua e quella di Federica, rivelando una storia scabrosa, a tratti inquietante e perturbante, ma anche di un amore travolgente e appassionato, e quella di Silvia, che ascolta e divora ogni cosa, impaziente di rivedere l’uomo al prossimo appuntamento.
Gli appuntamenti di Silvia con il misterioso P. diventano per lei una sorta di ossessione, che la scuotono dal tran tran della sua vita quotidiana, fatta di famiglia, figlie e poco altro.

Giovanni Grasso attraverso i racconti di P. crea due personaggi con due personalità completamente diverse tra loro. L’uomo tutto d’un pezzo, molto raffinato, di mondo, con una grande cultura, elevato senso del dovere, molto devoto. La ragazza molto disinibita, esigente, manipolatrice, contorta. Le loro storie, nonostante la grande differenza di vedute, si incontreranno e fonderanno in un’unione decisamente morbosa e turbolenta.
Quello scritto da Grasso è un romanzo molto affascinante, che sembra una storia facile facile, ma non lo è per niente anche se scritta in maniera decisamente scorrevole e leggibile. Tratta argomenti tutt’altro che superficiali, come la personalità narcisistica, la passione ossessiva, l’amore assoluto, e temi religiosi, sociali ed etici quali la trasgressione delle regole, la tentazione, la ricerca della verità, aiutato con delle citazioni ad hoc di autori come S. Agostino, Epicuro, Dante e altri, come già nel titolo stesso del romanzo, L’amore non lo vede nessuno, frase presa da uno scritto di S. Agostino.

Consiglio veramente di leggerlo, a tutti, anche se, come già detto all’inizio, di giallo ha veramente poco, se non il mistero della vita dei personaggi, che si scoprirà mano a mano nel corso della lettura e l’identità di P. che leggendo si riuscirà a capire da sé.

Silvia Marcaurelio

 

venerdì 24 maggio 2024

RECENSIONE - Ti ricordi Mattie Lantry di William Wall

Lo scrittore Jim Winter si ritrova recluso assieme a sua moglie Catherine, professoressa di filosofia, nella loro casa di Dublino. Sono nel pieno del lockdown da Covid19, i vaccini non ci sono ancora, e le persone muoiono per questa nuova pandemia mondiale.
I due non fanno che leggere testi sulle pandemie precedenti, come i libri di Defoe e Pepys, confrontando i provvedimenti presi allora, secoli addietro.
Annoiato da tutto questo decide di offrire un corso di scrittura online a cinque aspiranti scrittori, tutto in modo anonimo.
Tra tutte le storie che legge spicca quella di Deirdre, che racconta la tragica fine di un ragazzo alienato da tutti i ragazzi del paese e ritrovato privo di vita in un cimitero a soli diciassette anni.

Appena legge il primo capitolo, Jim Winter si rende conto che quella è una storia che lui conosce, ma potrebbe non essere il solo, quindi quando Deirdre continua a inviare capitolo dopo capitolo, gli appare però sempre più evidente che la storia che lei racconta è quella del suo passato adolescenziale.
Chi è questa Deirdre? Come fa a sapere le cose successe in quel periodo? Ma sa davvero tutto? E in che modo Jim Winter, famoso scrittore è coinvolto in tutto questo?
Per scoprirlo l’autore deve tornare nei luoghi della sua adolescenza, a Rally un paesino di pescatori sulla costa irlandese, sferzato dal vento e dalle maree e incontrare le sue vecchie conoscenze che sono ancora lì.

William Wall crea un romanzo molto affascinante, una storia nella storia. Ci fa conoscere da una parte il personaggio di Mattie Lantry, il vero protagonista anche se sta sullo sfondo, se viene raccontato da altri. E dall’altra parte la storia di Jim Winter, lo scrittore famoso che ha una storia tutta sua, ma che in alcuni punti coincide con quella che viene raccontata su Mattie.
Il periodo adolescenziale di Jim Winter e di Mattie Lantry scorre su linee parallele. Vivono in due mondi completamente diversi, di buona famiglia il primo, orfano il secondo. Ma Jim ricorda quel periodo con molta angoscia e comincia a farsi delle strane domande. Chi è Deirdre? Come fa a sapere tutti i dettagli sulla storia di Mattie?
Molto bravo Wall a psicanalizzare il personaggio dello scrittore confuso, sia dal periodo del covid, che ha paralizzato il mondo e forse anche le menti, sia dal venire a galla di una storia che lui ha relegato in un angolo morto della sua mente, sia la creazione di due personaggi particolarmente azzeccati come quello della scrittrice fantasma Deirdre e quello di Mattie Lantry il ragazzo scanzonato, con la testa tra le nuvole, ma buono e generoso e di cui non si può fare a meno di affezionarsi.

La narrazione di Wall è molto ben congegnata perché scorrevole e profonda al tempo stesso, e infarcita di riferimenti e citazioni di autori passati.
Bella anche la composizione dei dialoghi tra lo scrittore e i partecipanti al corso di scrittura. La forma di comunicazione anonima che avviene tra loro. Le e-mail che sembrerebbero “fredde” come il periodo in cui è ambientato il libro. Ma l’armonia funziona bene.
Di questo romanzo funziona tutto alla perfezione, anche se non è un giallo vero e proprio, l’indagine più che essere un’indagine, è un’introspezione dell’autore. Non esiste un poliziotto, ma qualcuno che vuole far luce sulla morte di Mattie Lantry anche a costo di scoperchiare il vaso di Pandora, mettendo in luce la vera natura umana, la fragilità e la debolezza dell’uomo, la facilità con cui poche parole fanno riemergere i demoni passati e quello che siamo veramente e il modo di affrontare un passato scomodo, velocemente rimosso.
Gli altri personaggi, sono delineati con poche e brevi descrizioni, ma rendono in pieno l’idea delle loro figure e le rendono credibili.
E poi, i paesaggi a far da sfondo alla storia, straordinari da essere vivi, ed essendo stata da poco in Irlanda, mi ci sono ritrovata dentro.
Consigliato a chi ama la psicologia più del giallo in sé.

Silvia Marcaurelio

 

martedì 7 maggio 2024

RECENSIONE - Grado in fiamme. La commissaria Degrassi torna in servizio di Andrea Nagele


Maddalena Degrassi non è più lei da quando Franjo è morto. È in un lutto perenne (se fosse per lei). Non sa quanto tempo le occorrerà per superare la perdita del suo amato che è sempre presente nei suoi pensieri. È addolorata da un anno e mezzo, completamente sprofondata nel suo dolore.
Pensava di sposarlo Franjo, e per lei, quella di sposarsi era stata una decisione importante. Non che non volesse farlo, ma voleva trovare la persona giusta, non come sua madre che pensava soltanto ad avere una posizione sociale. Lei voleva Franjo perché sapeva che era adatto a lei, che era la sua persona perfetta.
Tutto glielo ricorda, i profumi delle erbe, la cucina, il vino di cui ora fa spesso uso per stordirsi.
Come si può riuscire a superare il dolore di una perdita simile, come si può andare avanti quando il passato e il pensiero di quello che avrebbe potuto essere ti dilania l’anima?
Ma Maddalena deve trovare un appiglio, e sarà il suo “patrigno” a dargli l’ancora della salvezza, anche se forse lei non se ne accorge.
Grado ha bisogno di lei. Della commissaria Degrassi. Di quella commissaria di cui tutti parlano bene, perché riesce a risolvere ogni cosa.
E le cose a Grado cominciano a farsi brutte. Le strade sono invase da decine di incendi e la gente ha paura.

All’inizio sembrano cose da poco, ragazzate. Ma quando su una barca ci scappa il morto le cose cominciano ad essere prese sul serio e si pensa a un piromane.
Un piromane che gode delle conseguenze di quello che fa, che vede fin quasi alla fine, bruciare ciò a cui ha dato fuoco.
La gente pensa di non essere al sicuro. E se oggi toccasse a me? Alla mia famiglia? Alla mia casa? Alla mia macchina? Alla mia barca?
I vigili del fuoco lavorano a spron battuto giorno e notte senza risparmiarsi, mentre i poliziotti cercano il colpevole.
Riusciranno a trovare il colpevole, prima che tutta Grado venga avvolta dalle fiamme?

La storia che leggeremo inizierà con il colpevole, il piromane, che ci parla. Sarà lui in prima persona a presentarci il nuovo capitolo della storia della Commissaria Degrassi.
Il libro è suddiviso su due piani di pensiero narrativo, come d’altronde è già successo nei capitoli precedenti e dove si scontreranno due punti di vista diametralmente opposti. Il Male e il Bene.
La Nagele è molto brava a narrare le vicende della commissaria Degrassi e in questo capitolo ci è piaciuta molto l’introspezione della stessa commissaria, in un lutto che la fa quasi crollare. Dove leggiamo i sentimenti veri per Franjo, la paura della gente per gli incendi, i pensieri oscuri del piromane. Ci fa sentire partecipi e ci emoziona, tanto da farci sentire quasi parte della storia.

Lo stile è come sempre coinvolgente e scorrevole. La narrazione è suddivisa tra i vari protagonisti della storia, ognuno con il suo punto di vista.
Oltre alla città di Grado che fa da sempre sfondo alle storie della commissaria Degrassi, il nuovo protagonista di questo libro è l’introspezione dei sentimenti derivanti dalla perdita di una persona cara, che può essere un fidanzato, un padre, e il modo diverso di vivere la vicenda. C’è chi ha la forza di rialzarsi e chi si distrugge ed entra in un buco nero da dove non ne uscirà più.
Molto bello veramente. Mi è piaciuta tanto l’introspezione dei personaggi che debbono superare la perdita di una persona cara. Le varie elaborazioni del lutto vissute in maniera completamente diversa. È un libro molto “psicologico”, ma allo stesso tempo ci mostra che nonostante tutto si può, se si vuole, riemergere dal fondo e ritornare alla vita.
Consigliato.

Silvia Marcaurelio