giovedì 30 gennaio 2014

RECENSIONE – LEZIONI DI VOLO PER PRINCIPIANTI DI BETH HOFFMAN

Cecilia Rose Honeycutt nasce in una famiglia non proprio perfetta. Suo padre è sempre assente, sua madre è una squilibrata, ma CeeCee, questo il suo nomignolo, resiste, e si conquista la vita come può. CeeCee prova la vergogna e la rabbia di non avere una mamma normale: la sua è una madre psicotica, persa in un mondo interiore fatto di rabbia per il tempo trascorso accanto ad un marito assai più anziano che l'ha privata della bellezza e dei sogni della giovinezza. Dall'altra, abbiamo il rimorso di questa forte, fortissima undicenne che lotta per non aver saputo accettare la madre così com’era. Ma come poteva fare? Una ragazzina, anche negli anni Sessanta, era pur sempre una ragazzina, sola ed emarginata. Sono i libri gli unici amici di CeeCee, le storie il suo unico rifugio: un mondo fantastico scoperto grazie a Miz Odell, la vicina ottantenne il cui pranzo della domenica ha il sapore di una famiglia vera.  CeeCee Honeycutt vive questa esperienza devastante della malattia della madre, lasciata sola dal padre ad affrontare una simile situazione. Passa dallo stupore dei primi sbalzi di umore della madre alla triste consapevolezza della sua alienazione dalla realtà, al rifiuto della malattia fino all’odio per quella persona che l’ama comunque tanto, ma che le rende complicata l’esistenza. E mentre questo odio si fa strada nella piccola, la madre è vittima di un incidente, che lascia la ragazza orfana e con dei sentimenti aperti e irrisolti. Oltre a tutto questo, pesante è il rifiuto di suo padre. Sa che lui ha un’altra donna, ma il suo rifiuto di occuparsi di lei dopo la morte della sua mamma la irrigidisce nei confronti di un padre che non ha mai amato, perché un padre non lo è mai stato, e l’ha lasciata da sola nel momento peggiore della sua breve vita. Comincia così un nuovo capitolo nel Libro della sua Vita, come le spiega Mrs Odell. Messo qualche romanzo in valigia, CeeCee parte con la bizzarra zia Tootie alla volta di una lontana città del Sud. Là, sarà accolta da un mondo variopinto e profumato tutto al femminile: da Mrs Goodpepper - che crede nel karma e nel kamasutra ma anche in qualsiasi rimedio anti-età, - a Oletta, la cuoca di colore, che custodisce gelosamente la ricetta dei suoi favolosi dolcetti alla cannella. Un mondo pronto ad amarla e a proteggerla. E ad aiutarla a trovare la sua strada, la più luminosa possibile. Soprattutto la zia Tootsie e Oletta avranno un ruolo taumaturgico nella vita di Cecilia. L’anziana domestica nera della zia che vive in un’immensa villa del sud, Oletta, è l’anima concreta della vicenda: è colei che con la massima semplicità e la concretezza della vita vissuta porta CeeCee a riflettere su ciò che ha fatto e su ciò che vuole ottenere dalla vita. L’autrice usa un linguaggio semplice e immediato, arrivando subito al cuore dei suoi lettori con una scrittura sobria e veloce che permette di divorare il romanzo in poco tempo lasciando dietro una sensazione di buono come l’odore del pane caldo o dei biscotti appena sfornati. L’odore è uno dei cinque sensi che servono alla Hoffman per demarcare anche in maniera tangibile il cambio di vita che avviene nel passaggio territoriale dal freddo Nord al caldo Sud, dalle tonalità di grigio a un’esplosione di colori, dalla mancanza di calore umano alla partecipazione di tutto un quartiere, fatto di personaggi strani, strampalati, eclettici ma che sanno donare e donarsi incondizionatamente. Più di tutto, mi ha colpito l'eccezionale bravura dell'autrice di riuscire a trasmettere le sensazioni provate da CeeCee. Cecilia Honeycutt, narra la sua storia in prima persona. In questo caso, la prima persona narrante è stata la scelta migliore e più felice per un romanzo che, con una diversa forma, avrebbe perso quell'impatto emotivo fortissimo che mi ha coinvolto sin dalle prime pagine. Una storia squisita, fatta di sentimenti e persone semplici, quel tipo di varietà umana che, anche se è colpita da tragedie e sofferenze, anche se deve far fronte a ostacoli che sembrano insormontabili, riesce a rendere tutto più facile. Un romanzo ottimistico per ambientazione, argomenti trattati, modo di presentarli e sensibilità di narrazione delle situazioni anche tragiche. L’autrice ha cercato di descrivere il cambiamento di CeeCee in poco più di quattro mesi: da bambina disadattata e rancorosa ad adolescente curiosa, che ha ancora paura della vita ma che ha compreso ormai che nel mondo non vi è solo dolore e derisione, ma anche bontà, affetto gratuito e “sorellanza”, soprattutto tra le donne in questo libro. E' un libro questo, che può apparire sdolcinato e consolatorio, ma non lo è: è una storia che affascina, che commuove e fa sorridere, che non può lasciare indifferenti. E che spiega come dal dolore si può tornare a vivere, ed essere più forti. Perché, come dice (più o meno) Camille, la madre di CeeCee: "E' il modo in cui affrontiamo ciò che viviamo che ci rende le persone che siamo". Voto: 8

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